lunedì 20 maggio 2013

TELEFILM: THE FOLLOWING


Cari amici, mentre vi scrivo fuori si sta scatenando il diluvio universale, ho il forte presentimento che tra un pò Noè con arca e animali al seguito mi busserà alla porta per chiedermi se voglio salire a bordo. Così mentre mio marito nell'altra stanza sta preparando canotti e salvagente, io proseguo impavida nel mio compito sperando di poter salvare la pellaccia dato che, ahimè, non ho mai imparato a nuotare. Suppongo siano i rischi che si corrono ad abitare nel Paese delle piogge eterne come lo chiamo io. Ma veniamo a noi: quest'oggi vorrei parlarvi di un telefilm che mi sono costretta a vedere, nonostante non appartenga per nulla al mio genere preferito, solo per il fatto che il protagonista è uno degli attori che prediligo e cioè Kevin Bacon. Dovete sapere che sono un'inguaribile sentimentale e che quindi non posso fare a meno di rivelarvi (a costo di annoiarvi a morte) che sono affezionata a questo artista. Lo seguo dai tempi di Footloose , un musical che mi è rimasto nel cuore legato a bei ricordi della mia adolescenza. Bando alle ciance: il telefilm in questione è The following. Ne sconsiglio la visione a coloro che sono particolarmente sensibili e che non si sono fatti le ossa come me assistendo a vari spargimenti di sangue con Supernatural. Avrete capito che si tratta di un thriller ideato da Kevin Williamnson (The vampire diaries e Dawson's creek) che è stato anche lo sceneggiatore del famoso Scream. La serie è stata trasmessa il ventuno gennaio su Premium crime.

La storia racconta di Ryan Hardy (Kevin Bacon), un ex profiler dell' FBI che viene richiamato all'azione dopo vari anni dal suo ritiro perchè lo spietato serial killer Joe Carrol (Jame Purefoy) è evaso di prigione. Ora dovete sapere che Carrol è una vecchia conoscenza del nostro protagonista, dato che fu proprio lui ad arrestarlo ai tempi in cui l'omicida si divertiva a fare a fette le sue vittime. Come tutti gli psicopatici che si rispettino, Carrol nasconde la sua identità di mostro dietro il pacifico aspetto di un insegnante di letteratura inglese della Winslow University. Essendo un uomo molto carismatico e manipolatore, riesce ad ottenere la venerazione dei suoi allievi e dato che la maggior parte di loro risulteranno essere leggermente disturbati, troverà terreno fertile per i semi del male. Avviene che questo gentiluomo riesce ad uccidere senza pietà ben quattordici ragazze prima di essere fermato da Hardy. Il nostro eroe si becca una bella pugnalata al cuore proprio nel tentativo fortunatamente riuscito di salvare Sarah, una studentessa che seguiva il corso di Carrol e che aveva avuto la disgrazia di piacere troppo al suo insegnante. Il caro docente fuori di testa e aspirante romanziere è ossessionato dai racconti di Edgar Allan Poe, il famoso padre della narrativa gotica. Prendendo ispirazione dai suoi scritti si diletta a sterminare vite perchè secondo lui uccidere significa sentirsi vivo e la morte non è altro che una forma d'arte. Egli prova un immenso piacere nel stare a guardare le sue vittime che muoiono dissanguate: andare al cinema o leggere un buon libro no, vero? Converrete con me sul fatto che le rotelle di Carrol lo avessero abbandonato da tempo senza possibilità di una rimpatriata. Naturalmente la famiglia dell'assassino composta da moglie e figlio è all'oscuro di tutto e verranno a sapere delle sue scelleratezze solo dopo l'arresto. Ora: abbiamo lasciato il povero Hardy con un pugnale in mezzo al petto dopo lo scontro. L'agente dell'FBI riesce a salvare Sarah sparando in extremis a Carrol proprio mentre quest'ultimo sta per avere la meglio sulla sua preda, il killer ferito viene finalmente arrestato e Sarah può pensare a costruirsi un futuro. Hardy viene salvato e si ritrova un pacemaker in ricordo dell'eroica impresa. Ma il nostro tormentato protagonista, sentendo il peso delle vittime di Carrol su se stesso e avendo il pensiero fisso che tutte le persone che ama muoiono per colpa sua, decide di ritirarsi e di darsi all'alcol.
Una fine poco dignitosa per chi sta dalla parte dei buoni, ma l'animo umano è fragile e non si mai come può reagire al dolore. Questi sono gli avvenimenti precedenti all'inizio vero e proprio della storia di cui verrete a conoscenza seguendo la serie.

L'FBI compone una squadra speciale di agenti esperti per dare la caccia la fuggitivo con Hardy come indispensabile consulente. Lo affiancheranno gli agenti Debra Parker (Annie Parisse), specialista su comportamento delle sette e il giovane Mike Weston (Shawn Ashmore), che diventerà un buon amico di Hardy superata l'iniziale scontrosità di quest'ultimo. Il fatto sconvolgente è che Carrol dalla prigione, grazie ai social network, riesce a reclutare un sacco di aspiranti assassini che vanno a trovarlo, ascoltano le sue istruzioni e uccidono per suo conto. Molti sono suoi ex allievi, per loro il professore è un semidio e sono disposti a tutto per entrare nelle sue grazie, anche a sacrificare la loro vita. Diventano così suoi fedeli adepti che se ne vanno in giro ad accoltellare la gente a caso (avessi dei seguaci io, farei svuotare loro i banconi delle pasticcerie...). Sono tutte persone insospettabili, insomma i killers spuntano come funghi e colpiscono quando meno te lo aspetti. Si crea una vera e propria setta composta dai followers di Carrol (ce ne sono tanti, ma proprio tanti), capitanata dalla bella quanto allucinata Emma Hill, una dolce donzella che imparerete a conoscere. Ci sono quasi esclusivamente momenti di tensione, omicidi e scene rivoltanti in questa vicenda, ma c'è spazio anche per una storia d'amore contrastata (indovinate da chi?) fra Hardy e l'affascinante ex moglie di Carrol, che nel frattempo ha giustamente chiesto il divorzio dal marito. Un tocco di romanticismo in mezzo a tanta follia che però non sembra avere nessuna chance per una felice conclusione...almeno per ora.

La prima delle tre stagioni di cui sarà composta la serie, si è conclusa con degni colpi di scena. Per la seconda dovremo aspettare il prossimo anno purtroppo. Spero di essere stata convincente perchè la serie merita a prescindere dal suo protagonista, vi terrà con il fiato sospeso e vi sconvolgerà. Il pensiero che ci possano essere così tanti assassini che vagano indisturbati per le città è sconcertante. Pensate a quanti pazzi furiosi responsabili di atroci delitti di cronaca nera, abbiano l'aspetto rassicurante del vostro vicino di casa per esempio...un brivido vi ha attraversato la schiena vero? Vi lascio con un interrogativo che mi ha attanagliato la mente ad ogni fine puntata di The following : come fa un uomo con un pacemaker a fare così tanti inseguimenti senza restarci secco?

I PERSONAGGI


Ryan Hardy (Kevin Bacon) ex agente dell'FBI che nel 2003 catturò Carrol rimanendo gravemente ferito. Ha scritto anche un libro sul caso del famoso assassino intitolato The poetry of a killer.




Joe Carrol (James Purefoy) professore universitario che diventa uno spietato killer, ha come mito Edgar Allan Poe e riesce, nonostante la prigionia, a fondere una setta che sventra vittime per compiacerlo.



Claire Matthews (Natalie Zea) ex moglie di Carrol e anche lei insegnante. Dopo l'arresto del marito ha una breve ma intensa relazione con Hardy. Verrà messa sotto protezione dell'FBI.

Joey Matthews (Kyle Catlett) è il figlio di Carrol e Claire. Avrà a che fare con la setta suo malgrado.




Debra Paker (Annie Parisse) agente dell'FBI specializzata in sette e culti che affiancherà Hardy nella difficile impresa di fermare Carrol ed i suoi.





Mike Weston (Shawn Ashmore) giovane agente che ha basato la sua tesi di laurea su Joe Carrol e considera Hardy un eroe, diventeranno buoni amici.




Emma Hill (Valorie Curry) nel 2003 si fa assumere come baby-sitter di Joey sotto falsa identità, è una delle prime seguaci di Carrol.





Jacob Wells (Nico Tortorella) amante di Emma e seguace di Carrol, finge una relazione gay e diventa uno dei miglior amici di Sarah.




Paul Torres (Adan Canto) finge una relazione con Jacob, ma poi se ne innamora e diventa geloso della relazione che il ragazzo ha con Emma.








3 commenti:

  1. Indil! Questa recensione mi ha fatto venire la pelle d'oca! Comunque è molto interessante la serie...spero di riuscire a vederla...a me piacciono i thriller ^_^

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  2. Il telefilm sembra avvincente, cara Indil lo hai descritto alla perfezione, anche se non credo sia propriamente il mio genere!!!

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  3. Non piacciono nemmeno a me le serie thriller,ma questa mi ha conquistata fin dalla prima puntata,vedere per credere cara Iris!^^
    Non ho dubbi che a te piacciano i thriller capo,grazie a te ho iniziato a vedere Supernatural e ho superato il mio terrore delle scene impressionanti...:)

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