lunedì 1 luglio 2013

RECENSIONE: PARENTAL GUIDANCE


Cari lettori vicini e lontani, la buona musica aiuta a concentrarsi, così vi scrivo mentre ascolto Magic Dance del Duca Bianco che fa parte della colonna sonora di Labyrinth, un film che sono certa tutti voi avrete visto almeno una volta, perchè non si può vagare spensierati su questa terra senza averlo fatto. In questo periodo della mia vita mi sento un pò come Sarah, che per riunirsi al suo fratellino tenuto prigioniero dal re dei Goblin, deve attraversare un immenso labirinto incontrando sulla sua strada non pochi ostacoli. Sto cercando di superare il mio labirinto personale, anche se non credo che una volta giunta a destinazione troverò David Bowie in calzamaglia ad aspettarmi. Vi parlerò di una commedia divertente, perchè se c'è una cosa di cui non possiamo fare a meno è il sorriso. Ridere fa bene al cuore e il mio augurio per voi è di avere una vita piena zeppa di risate. La commedia in questione è Parental Guidance. Una delle ragioni che mi hanno spinta a guardare questo film è Marisa Tomei, che ha un ruolo di coprotagonista, un'attrice che reputo molto brava e simpatica, non potrebbe essere altrimenti dato che le sue origini sono italiane. Il secondo semplice motivo è che adoro le commedie. La vita stessa è una splendida commedia che noi interpretiamo come attori protagonisti. Sto ancora cercando una controfigura decente che mi sostituisca nelle scene pericolose, ma le volontarie scarseggiano.

Artie (Billy Crystal) lavora come radiocronista di baseball, la sua passione lo porta ad essere un nonno poco interessato alla famiglia e ai suoi tre nipoti che praticamente non conosce. Anche con la figlia Alice (Marisa Tomei) e suo marito Phil (Tom Everett Scott) i rapporti sono alquanto freddini. L'unica che sembra sopportare la latitanza familiare di Artie è sua moglie Diane (Bette Midler, l'attrice che fa concorrenza a Cher in fatto di lifting), donna dalla personalità frizzante sempre impegnata in qualche attività, lezioni di lap-dance comprese. A causa dei suoi metodi di telecronaca non al passo con i tempi ed il suo linguaggio sportivo ormai arcaico, Artie viene licenziato su due piedi. Tornato a casa, informa Diane del fatto e mentre la moglie cerca in tutti i modi di consolarlo, squilla il telefono di casa. Alice deve partire per una settimana con il marito per un viaggio di lavoro-vacanza e chiede ai genitori di fare da baby-sitter ai sui figli. Si scatena il panico più totale: generalmente sono i nonni paterni ad occuparsi degli angioletti quando Alice e Phil devono assentarsi da casa, ma loro sono in crociera, quindi l'incombenza ricade su Artie e Diane.
Artie non si sente affatto pronto ad affrontare i nipoti, pensa che a loro lui stia antipatico e cerca di opporsi in tutti i modi. Diane invece vuole cogliere al volo l'occasione per costruire un rapporto con i ragazzi e dato che in casa è sempre la donna che comanda (anche se agli uomini piace convincersi del contrario), accettano l'incarico. La famiglia di Alice vive in una casa super tecnologica progettata da Phil, dove tutte le funzioni principali sono gestite da un computer (praticamente è il realizzarsi del peggiore dei miei incubi) e l'educazione che danno ai loro figli si potrebbe definire "all'avanguardia".


 Tutto ciò ovviamente andrà a scontrarsi con la mentalità e i metodi educativi "alla vecchia maniera" e con la "tecno-fobia" di Artie. Durante una cena in un ristorante dove si mangiano esclusivamente cibi sani e biologici (che tristezza...ogni tanto uno strappo alla regola si deve pur fare), Alice e Phil cercano di far comprendere ai nonni i loro metodi educativi basati su regole molto rigide: sono assolutamente proibiti i dolci perchè creano strani stati di euforia (ecco spiegati i miei farfugliamenti quotidiani), niente film horror che potrebbero causare notti insonni, niente giochi all'aperto (siamo alla pura follia), niente parolacce o gesti violenti (su questo non si discute). La parola "no" è bandita e qualsiasi altro rimprovero viene sostituito con parole appropriate mantenendo la calma assoluta, sul modello della famiglia del Mulino Bianco.Tutto questo per non sconvolgere le delicate personalità dei fanciulli. I tre nipoti di Artie e Diane, dimostrano sin da subito di avere dei problemi individuali non indifferenti, nonostante l'educazione perfetta impartita dai loro genitori: Harper (Bailee Madison) la primogenita, è una ragazzina fissata con i cibi salutari, insicura e ansiosa che si esercita per ore a suonare il violino, perchè vuole entrare in una prestigiosa scuola di musica, trascurando così amicizie ed eventuali fidanzatini. Turner (Jhosua Rush) il secondogenito, ha gravi problemi di balbuzie e viene sbeffeggiato dal bulletto della sua scuola, mentre Barker (Kyle Harrison Breitkopf) il più piccolo, ha un amico immaginario che si chiama Carl (dovrebbe essere un canguro, ma dato che non si vede per tutto il film non posso garantirvelo), entrato a far parte della famiglia a tutti gli effetti. Riusciranno Artie e Diane a conquistare la fiducia dei nipoti con i loro metodi, senza soccombere inesorabilmente alla tecnologia moderna e al modo di vivere delle nuove generazioni?

Confesso senza problemi che mi sono ritrovata molto in Artie anche se ancora non ho raggiunto la sua età (beh, cosa credevate? la genetica con me è stata clemente, le rughe non mi avranno per almeno un'altra decina d'anni). In questo film si confrontano due generazioni e due modi di educare i figli differenti, ma non è affatto escluso che entrambi possano convivere pacificamente. Il poeta romano Orazio diceva: "est modus in rebus" ovvero "c'è una misura in tutte le cose", se preferite la versione di Indil: "la ragione sta nel mezzo, l'importante è bilanciare ". Mentre guardavo il film, tra un sorriso e l'altro, riflettevo su quanto le vicende narrate fossero attuali, su come sia importante per tutti noi cercare di comprendere chi vive in maniera diversa dalla nostra, senza fossilizzarci nelle nostre convinzioni. Il mestiere di genitore è forse il più difficile al mondo, non ci sono dubbi. Nonostante io non abbia figli e non possa permettermi di giudicare (in generale cerco di non farlo, film a parte), posso basare le mie affermazioni sul rapporto che ho con i miei numerosi nipoti. Spesso mi capita di pensare a quanto il loro modo di vivere sia diverso dal mio, ma cerco di adeguarmi alla loro mentalità e persino al loro modo di parlare inserendo ogni tanto nei miei discorsi parole come "sbroccare" o "sei connesso?" sperando che non mi scambino per una che viene da Marte. Quando ero ragazzina io, se combinavi qualche guaio, ti attendeva una bella punizione e non c'era verso di fare cambiare idea a mamma e papà, stesso trattamento se ti permettevi di dire una parola poco carina rivolta a chiunque. Le mie bambole erano fatte con la stoffa di scarto dei vestiti che confezionava mio padre sarto di professione, al posto degli occhi avevano due bottoni. La mia prima vera bambola l'ho avuta a dieci anni e ricordo ancora che per me era la più bella del mondo. Ai ragazzi di oggi non sai mai cosa regalare perchè nascono con il computer in una mano e la play station nell'altra, tutto sembra inadeguato. Il regalo che hai comperato un'ora prima è già obsoleto, così immancabilmente fai la figura della tizia che è imparentata con Matusalemme.Queste considerazioni fanno parte del mondo di Artie, dove si dice ancora la parola "no" (se avessi un euro per quante volte l'ho sentita io, sarei milionaria da tempo). I genitori moderni invece cercano di adottare un metodo di educazione alternativa, che per alcuni aspetti è certamente migliore, li ammiro molto perchè il loro è un compito arduo. Come si capisce dal film però non sempre ciò che riteniamo giusto per i figli lo è in realtà. Troppa accondiscendenza può essere dannosa, rende viziati e non rispettosi delle regole, si creano danni che spesso è difficile riparare.  E' giusto far comprendere che nella vita non si può avere sempre tutto. Si ottengono più soddisfazioni a raggiungere un traguardo con dei sacrifici, piuttosto che averlo servito su di un piatto d'argento. Bisogna assecondare i ragazzi nei loro desideri e lasciarli liberi di esprimersi ma sempre nel rispetto del prossimo. Far capire loro quando sbagliano senza difenderli a prescindere, dando consigli non come amici ma come genitori, un ruolo che non deve mai perdere di autorità. Ovviamente autorità non è sinonimo di violenza. Quindi secondo la mia modesta opinione, una miscela tra i vecchi e nuovi metodi educativi può essere la ricetta giusta per plasmare le giovani menti. In fondo stare al passo con i tempi non richiede poi così tanti sforzi ed è quello che ci vuole insegnare questa brillante commedia che vi consiglio di non perdere. La coppia Billy Crystal-Bette Midler funziona e vi dimostrerà che anche gli argomenti seri si possono affrontare con ironia.


6 commenti:

  1. Non so perché ma questa recensione mi fa sentire come se avessi fatto qualcosa di cattivo :-O! Bella recensione Indil. Questo film deve essere davvero divertente.

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    1. Ma no caro capo, non c'è nessun riferimento e poi tu sei un angioletto ci mancherebbe!^^grazie mille...si a me ha fatto ridere, te lo consiglio!:)

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  2. Bellissima recensione Indil, come sempre! Mi hai strappato un sorriso e mi hai fatto ragionare su tanti aspetti e mi trovo d'accordo con te, "c'è una misura in tutte le cose", e "la ragione sta nel mezzo, l'importante è bilanciare "...concordo!

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    1. Grazie cara Iris, sono contenta che con i miei farfugliamenti ti faccio sorridere, per me è una soddisfazione!:)penso che "bilanciare" sia la parola chiave per ogni cosa...:)

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  3. A me non è piaciuto tanto, purtroppo, ma concordo su molte cose: molto piacevole! La Tomei l'ho ADORATA in Crazy stupid Love: adorabile e grandiosa :)

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    1. Grazie caro Mr Ink!a me ha fatto sorridere questo film, forse perchè come ho scritto sono un Artie al femminile...:), concordo con te, la Tomei in quel film è stata fantastica, come in tutti i suoi film...è una delle poche attrici che apprezzo veramente...:)

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