lunedì 15 luglio 2013

RECENSIONE: THE LONE RANGER


Fedeli lettori, lo ammetto: sono un elfo con la passione per il selvaggio west e per i film che esso ha ispirato. Ho ereditato l'amore per i cow-boys e gli stivali con gli speroni da mia madre, la quale essendo un'appassionata di questo genere di film, mi ha abituata sin da ragazzina a guardarli con lei. Ancora oggi, durante le mie visite serali, se la programmazione televisiva prevede un western, sono sicura di trovarla davanti allo schermo tutta sorridente. Quindi non potevo evitare di recensire The lone ranger, una pellicola che ha come protagonista il leggendario Cavaliere solitario interprete di vari film e di una serie televisiva del 1949, tratti a loro volta da un fumetto e un programma radiofonico che risale, pensate, al 1933. Credo che il mitico ranger sia il più famoso personaggio western degli anni 50 e merita quindi la nostra attenzione. Il mio "sesto senso cinematografico" inoltre, mi ha suggerito che la Disney e Johnny Depp insieme, non avrebbero deluso le mie aspettative e non l'hanno fatto. Non è ancora stato girato un film Disney o uno interpretato da Johnny Depp che mi abbia fatto storcere il naso. Trovo che Johnny sia uno degli attori contemporanei più bravi in assoluto: si immedesima completamente nei suoi fantastici personaggi e le sue buffe espressioni sono esilaranti. Come si può non amare l'eccentrico pirata Jack Sparrow o il folle Cappellaio di Alice in Wonderland? L'unica cosa che contesto a questo straordinario attore è il suo noto amore per il buon vino, un vero peccato affogare un animo tanto geniale nell'alcol. Non capirò mai perchè un uomo, idolo di milioni di persone che ha avuto tanto dalla vita, invece di ringraziare Dio tutti i giorni, decida di rovinarsi la salute in modo tanto stupido.

Siamo nella San Francisco del 1933. Un bimbo mascherato da Cavaliere solitario gironzola per il Luna Park ed entra nel museo dedicato al vecchio west, dove conosce un indiano cherokee molto anziano che è costretto a fare la statua vivente per guadagnare qualche dollaro. Il vecchio pellerossa confida al ragazzino di essere Tonto, spalla e fidato amico del leggendario cavaliere. Inizia così a raccontargli le vicende che hanno trasformato un ligio uomo di legge in un giustiziere mascherato difensore dei più deboli. John Reid (Armie Hammer) è un avvocato con un alto senso della giustizia che odia le armi e crede fermamente nelle leggi del suo paese. Si trova sul treno che lo sta riportando a casa dove lo attendono il fratello Dan (James Badge Dale) un texas ranger, con sua moglie Rebecca (Ruth Wilson) e il figlioletto. Sta leggendo tranquillamente un libro, ignaro del fatto che sullo stesso treno stia viaggiando in catene, il pericoloso assassino Butch Cavendish (William Fitchner) che attende di essere giudicato per le sue colpe. Incatenato vicino a lui c'è Tonto (Johnny Depp) un indiano dallo strano copricapo ornato da un corvo imbalsamato, che gioca con un orologio rotto per passare il tempo. Butch ha una pistola nascosta nella giacca e riesce ad avere la meglio sul ranger che lo aveva in custodia, uccidendolo. Nel frattempo gli scagnozzi di Buch assaltano il treno per dare manforte al loro capo. John si accorge che c'è un cow-boy che cammina sul tetto del convoglio e seguendo il rumore dei suoi passi finisce dritto nella carrozza dove si trovano Tonto e il fuorilegge. Mentre la banda di briganti prende possesso del treno, John interrompe Tonto proprio mentre sta per sparare a Butch, intendendo sottoporlo al giudizio della legge. A quanto pare anche l'indiano ha dei conti in sospeso con lo spietato criminale, ma il pronto intervento di John impedisce a Tonto di compiere la sua vendetta.

Manco a dirlo, Butch aiutato dai suoi uomini riesce a scappare lasciando John e soprattutto Tonto con un palmo di naso. Quando il treno oltrepassa la stazione a gran velocità senza fermarsi, il ranger Dan e i suoi aiutanti, partono all'inseguimento del treno impazzito. Intanto John e Tonto si liberano, ma sono costretti a rimanere uniti da una pesante catena d'acciaio. Dopo una movimentata passeggiata sul tetto del treno, riescono a sganciare la carrozza passeggeri mettendo tutti in salvo a parte se stessi che rimangono nella locomotiva. Con un fortunato e roccambolesco atterraggio, escono incolumi dalla schianto del vagone. Come ringraziamento per la prode impresa Tonto, considerato anche lui un fuorilegge, viene messo dietro le sbarre. Si costituisce una squadra di rangers capitanata da Dan, con lo scopo di catturare il fuggitivo che si dice abbia l'abitudine di mangiare il cuore dei suoi nemici e John, nominato ranger dal fratello, si unisce a loro. Purtroppo i nostri eroi cadono in un'imboscata grazie al tradimento di Collins (Leon Rippy), amico fidato di Dan, in realtà complice di Butch. John viene colpito, cade da cavallo e Dan per soccorrerlo viene ucciso. Tutti gli altri rangers vengono colpiti a morte uno dopo l'altro, compreso John. Seguendo il suo macabro rituale, Butch divora il cuore di Dan davanti agli occhi stupefatti della sua banda. E' davvero questo il finale del film? la squadra dei cattivi ha la meglio su quella dei buoni? e il destino di Tonto è di passare il resto della sua vita in prigione? Lo saprete se avrete la costanza di seguire i 149 minuti di questo splendido film.

Johnny Depp, orgoglioso delle sue origini cherokee, ha dichiarato in un'intervista che The lone ranger è dedicato ai nativi americani, un popolo che ha pagato con il sangue la prepotenza e la cupidigia dell'uomo bianco. Non so voi, ma io sono sempre stata dalla parte degli indiani, l'America in realtà appartiene a loro. E' come se dei tizi entrassero improvvisamente in casa vostra, si piazzassero sul vostro divano e vi scacciassero dichiarando che quella casa è ora di loro proprietà. Il popolo indiano si è difeso come ha potuto contro gli oppressori che hanno rubato le loro terre, rilegandoli nelle riserve. Una delle più grandi ingiustizie che l'uomo abbia mai commesso secondo me e sono contenta che questo film, anche se basato su di un racconto a tratti ironico, lo ricordi. Si può tranquillamente dichiarare che i protagonisti della storia sono due, perchè Tonto che dovrebbe essere la spalla del Cavaliere, in realtà è molto più furbo del nostro eroe. Ho trovato meraviglioso il personaggio che Johnny interpreta con la sua solita originalità: dal trucco singolare con tanto di corvo stecchito al quale da anche da mangiare, come cappello (ero abituata a vedere solo le piume dei volatili sulla testa degli indiani, non l'intero pennuto), alle sue battute estremamente divertenti. Mi rammarica però che Tonto abbia paura dei miei amici gatti...lo dimostra senza ombra di dubbio, in una scena divertente dove ficca la testa dentro una gabbietta per uccelli prevedendo l'assalto di un felino latitante. Il ranger solitario interpretato da Armie, che detto tra noi è decisamente un bel pezzo di figliolo, mi ha fatto tenerezza perchè all'inizio del film è impacciato ed ingenuo. In lui risalta immediato, il senso di giustizia che lo renderà leggenda. Molte sono le scene che vi faranno sorridere, i nostri due eroi si stuzzicano spesso e finiscono sempre in situazioni al limite dell'impossibile, compresi disastri ferroviari, passeggiate spensierate nel deserto, inseguimenti vari a cavallo anche all'interno e sul tetto del treno (lo so, suona un tantino strano, ma capirete durante il film...).


 Desidero segnalarvi anche la presenza di un'attrice straordinaria come Helena Bonham Carter che riesce, nonostante il ruolo marginale, a far notare la sua presenza. Interpreta Red Harrington, proprietaria dalla rossa chioma del saloon. Ha una protesi ad una gamba fatta d'avorio intarsiato che nasconde un segreto: all'occorrenza diventa un fucile infallibile. La scena che mi ha particolarmente divertito vede Tonto (fuggito dalla cella in un modo che non viene spiegato) che giunto sul luogo dove i rangers sono stati uccisi, si da un gran da fare per adagiare i corpi degli sventurati nelle fosse scavate in precedenza dagli uomini di Butch, rendendo loro onore ma privandoli di alcuni loro effetti personali di suo gradimento, ringraziandoli con gesti simbolici. Arrivato alla fossa di John, sta per rubargli la stella di ranger appuntata sul petto quando il presunto cadavere lo ferma afferrandogli la mano. Tonto allora pensa bene di colpire il redivivo con un masso, facendolo svenire e subito dopo inizia a ricoprirlo di terra con le mani. Dopodichè imbraccia la pala per finire ciò che ha iniziato, ma viene distratto dal sopraggiungere di uno splendido cavallo bianco che in bocca ha il cappello di John. L' animale viene considerato uno spirito che ha poteri magici e Tonto lo saluta con grande rispetto, ma quando vede che Silver (così si chiama il futuro destriero del giustiziere) si ferma proprio davanti alla buca di John mostrando di averlo scelto per il suo nobile animo, cerca di persuaderlo che l'uomo coraggioso in realtà è suo fratello Dan e che quello non è altro che un fessacchiotto. Silver, che di uomini impavidi se ne intende, non cambia opinione e a Tonto non resta che caricare John su di una brandina di fortuna e trascinarselo dietro, non curante del fatto che il poveraccio si inzaccheri la capigliatura con la terra polverosa e i bisognini solidi di Silver. John si risveglia tutto dolorante e con un gran bisogno di un colpo di spazzola, in cima ad una torre in legno altissima che, in barba alle vertigini, dovrebbe favorire la guarigione. Una volta sceso, trova Tonto che si sta facendo una bella chiacchierata con Silver. Stando a quanto  il cavallo gli ha riferito, John è uno spirito errante tornato dall'aldilà e che non può essere ucciso in battaglia. Decisamente comodo per uno che deve fronteggiare chi pasteggia con i cuori altrui.

C'è da sperare che Gore Verbinski che ha già diretto l'avvincente saga dei Pirati dei Caraibi, decida di proseguire con le avventure di Tonto e John, a me non dispiacerebbe affatto e a voi?
Inutile dirvi che le ambientazioni sono da sogno dato che il film è stato girato tra New Mexico, Arizona, Colorado e Hutah. Le musiche curate da Jack White sono assolutamente adatte e culminano con il Guglielmo Tell di Rossini, legato a doppio nodo con questo genere di avventure.
Vi saluto con una frase di Tonto che mi è rimasta in mente: "mai togliere la maschera". Non fraintendete però: la maschera da indossare è quella della giustizia.












8 commenti:

  1. Bho, non mi ispirava tanto, sarà che se i film sono lunghi mi annoio a morte :P Ieri, invece, ho visto "Now you see me - I maghi del crimine" e, sottotitolato, "La notte del giudizio". Mi sono piaciuti entrambi (:

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  2. Ciao Mr Ink!^^guarda te lo consiglio vivamente, non ti annoierai affatto. Ci sono delle scene molto carine!:)Vero che il film è lungo, ma dati gli avvenimenti "movimentati", non ti accorgerai del passare del tempo. Secondo me merita di essere visto!I maghi del crimine ce l'ho in programma, mentre l'altro aspetto che lo doppino, ho già gli occhi che si ribellano per i telefilm sottotitolati che guardo...:)Ah, spero tu stia seguendo "Under the dome"...:D

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  3. :) Trovi le recensioni sul blog. Sì, certo che lo sto guardando ^^

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    1. Allora andrò a leggerle...:)Immaginavo che non ti fosse sfuggito il telefilm tratto dal romanzo di King, per ora mi piace molto!^^La cosa che mi è parsa strana è che lo stanno già dando su rai 2 e siamo alla terza puntata in streaming...che velocità!:)

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  4. Anche il mio papà mi ha fatto vedere molti film western da bambina e devo dire che ancora oggi li guardo con piacere, almeno quelli vecchi! I film moderni di questo genere non mi convincono molto però la tua recensione è come al solito così convincente che potrei guardarlo!!!

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    1. Mi fa piacere di averti convinta...^^i western classici sono spettacolari, ma devo dire che questo film è veramente piacevole anche se un pò lungo!e poi la Disney è una garanzia...:)

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  5. Ma che bella recensione Indil, complimenti!! Devo vedere assolutamente questo film...adoro Johnny Depp!!

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    1. Lo adoro anche io, vedrai che non ti deluderà nemmeno sta volta e speriamo ci siano dei seguiti al primo!^^grazie capo...:)

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