giovedì 25 luglio 2013

RECENSIONE: THE VINCENT BOYS di ABBI GLINES

Dopo aver letto su internet diversi pareri contrastanti in merito a questo romanzo, ho capito che non potevo lasciarmelo sfuggire. Forse era meglio se davo ascolto a quella parte di me che diceva "meglio evitare"...

Titolo: The Vincent Boys
Autore: Abbi Glines
Editore: Mondadori
Pagine: 288
Prezzo: € 14,90

Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive vivono passioni sconvolgenti...
Ashton, brava ragazza di "professione" cerca di non deludere i suoi genitori e gioca il ruolo della fidanzata perfetta di Sawyer Vincent, il ragazzo che tutte vorrebbero. Ma durante le vacanze estive, mentre Sawyer è in campeggio con il fratello, Ashton inizia ad avvicinarsi a Beau, cugino di Sawyer, terribilmente sexy. E terribilmente pericoloso... Il ragazzo da cui tutte dovrebbero stare alla larga. Beau, che ha sempre voluto bene a Sawyer come a un fratello, ama Ashton fin dai tempi dell'asilo, considerandola però "la ragazza di suo cugino" e, dunque, off limits. Che sia giunto il momento di abbandonare le maschere e di lasciarsi andare ai sentimenti veri? Più Ashton e Beau cercano di stare lontani più il desiderio si fa irrefrenabile. La tenera amicizia che li legava da piccoli si trasforma in attrazione travolgente, impossibile da combattere. Come reagirà Sawyer nel trovare la sua ragazza tra le braccia del cugino e migliore amico? C'è sempre una prima volta per "tutto": per l'amore, per la gelosia, per scoprire chi siamo veramente. 



Ashton sembra una ragazza timida e molto insicura. Sawyer, il suo fidanzato, è partito in campeggio con tutta la famiglia lasciando Ash a passare l’estate da sola, disperata per la noia. Il suo unico conforto è la nonna che conosce la ragazza meglio di chiunque altro e che la sprona a lasciarsi andare e a divertirsi con gli amici. 

Beau, è il cugino e migliore amico di Sawyer. E’ un ragazzo bellissimo con difficoltà familiari, ma nonostante tutto si gode la vita appieno, non lasciandosi influenzare da niente e nessuno. 

Ashton, Beau e Sawyer sono cresciuti insieme fin da bambini. Sawyer era il tranquillo della situazione, sempre a pensare di fare la cosa giusta, mentre Ash e Beau erano due ragazzini vivaci molto simili ed erano praticamente uniti. Questo fino al giorno in cui Sawyer e Ashton si mettono insieme e la ragazza rompe definitivamente il legame che aveva con Beau. 

Anni dopo…
Una sera Beau e la sua fidanzata Nicole sono talmente sbronzi da non riuscire a tornare a casa. Per fortuna ci pensa Ash che, pensando di fare una buona azione e ignorando gli insulti di Nicole e le provocazioni di Beau, li riporta a casa. Dopo questo piccolo episodio Ash e Beau riallacciano i rapporti, anche se con un po’ di difficoltà perché l’attrazione tra i due è sempre stata evidente e stare lontani senza nemmeno sfiorarsi risulta difficile e troppo doloroso. Il destino vuole che purtroppo la nonna di Ash muore e la ragazza disperata, si getta tra le braccia di Beau, perdendo così la verginità. E da qui inizia un’estate di cornificazioni e pentimenti finché non torna Sawyer e scopre il misfatto. 


Io penso una cosa: in questo libro il concetto di “cattivo ragazzo/a” è un po’ troppo esagerato. Quando si è ragazzini le cose sciocche, o meglio stupide si fanno. Se uno è cattivo perché lancia i gavettoni o perché scappa di casa nascondendosi sul tetto, allora io mi chiedo se non andremo tutti all’inferno. Ashton si sofferma sempre sul dire che Beau la conosce meglio di chiunque altro, solo perché da piccoli facevano un pò teppistelli? Beau insiste sul fatto che Ash dovrebbe tornare la cattiva ragazza che era prima di mettersi con Sawyer, cioè quindi una che si divertiva a fare scherzi?? E’ pur vero che Ashton è diventata tutta casa e chiesa, che non mette piedi fuori di casa perché non è abituata a farlo senza Sawyer, e Beau probabilmente non sopporta questo suo lato da monaca di clausura. Eppure Ashton è soltanto una ragazza che vuole divertirsi, ma che non vuole farlo per paura di essere giudicata dalla gente visto che è la figlia del pastore e che è fidanzata con Sawyer che è il santo patrono degli onesti. 

Un'altra cosa che mi ha fatto riflettere è la presunta disperazione di Ashton quando la nonna muore. La nonna era la sua ancora di salvezza e un’amica con cui scambiare confidenze e essere se stessa. Questa disperazione svanisce nell’esatto momento in cui si getta tra le braccia di Beau e perde la verginità. Poverina, Sawyer in tre anni l’ha fatta diventare sfrenata e senza ritegno tutta insieme. L’atto sessuale è stato descritto in modo rozzo e orribile. Non c’era un minimo di sentimento, un minimo di profondità, un minimo di decenza. Soltanto parole oscene e descrizioni che ti facevano cadere la mascella. Per la miseria, mi aspettavo almeno un po’ di dolcezza. Niente. Nulla. Nada!
Voi non potete capire la voglia irrefrenabile di prendere il libro e scagliarlo dalla finestra. Ero talmente disperata che mi sono dovuta confidare con Iris per avere un po’ di supporto morale. Odio quando in libro mi fa imbestialire. Odio quando i protagonisti peccano di ignoranza e indecenza. Odio il modo in cui si affrontano certe descrizioni e ve lo dice una che ha amato alla follia le cinquanta sfumature perché lì la dolcezza veniva risaltata. In Beau questa dolcezza non l’ho vista per niente. E’ un ragazzo che ha sofferto vero, ma scambia l’amore intenso col sesso sconcio sul sedile di un’auto e poi quelle dolci paroline sussurrate alle orecchie di Ashton… che eleganza!! 

Per fortuna la storia migliora un pochettino quando Sawyer torna dalle vacanze. 
Sawyer… la signorilità, la finezza, ma anche l’egoismo e la bugiardaggine in persona, mi hanno fatto in qualche modo provare un minimo di simpatia nei confronti di Ashton, soprattutto quando la ragazza viene malmenata a scuola dopo che tutti avevano scoperto che cornificava quel perbenista di Sawyer, e dopo che Beau s’era dato alla macchia. Sawyer non si è comportato da gentiluomo quale tutti credevano. Dopo una settimana di insulti ad Ashton decide di intervenire e rimettere tutti in riga. Dopo una settimana!! Una settimana in cui Ash si è dovuta nascondere in biblioteca nell’ora di pranzo! Non vi dico Beau quando è tornato ed è venuta a saperlo…là me la sono proprio goduta.

Però (eh si c’è un però) nonostante l’incoerenza di cui è pregno il romanzo, alla fine i protagonisti mi hanno suscitato un po’ di simpatia. Sono incoerente anch’io vero? 
Beau…bè Beau è il ragazzaccio che piace a tutte noi, e che nonostante lo “stile” che ha dimostrato, è una persona che ha sofferto e che continua a soffrire per l’ingiustizia della vita. Ashton, poi, non è la cattiva ragazza che si vuole dimostrare, ma è affettuosa ed altruista anche se a volte vuole pensare solo a se stessa e fregarsene di tutto e tutti, però non lo fa. Sawyer ha amato Ashton tanto e il tradimento lo ha fatto soffrire terribilmente. E’ un ragazzo gentile e dolce, però secondo me ha un lato nascosto da qualche parte simile a Beau. 

A mio avviso l’autrice ha scritto un romanzo poco profondo e molto frettoloso. Doveva soffermarsi di più su determinate situazioni e caratterizzare meglio i personaggi perché non si capisce esattamente come sono o cosa gli frulla in testa, visto che prima pensano una cosa poi ne fanno un’altra.
Comunque sono curiosa di leggere The Vincent Brothers, proprio per vedere se mi sbagliavo sul conto di Sawyer. 

Giudizio finale: penso di aver già detto tutto. 

1/2


3 commenti:

  1. Ho dato lo stesso voto :) Alla fine, dai, mi ha fatto divertire. Volontariamente o involontariamente non ci ho fatto caso!

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    1. Ahahah grande Ink!! Ma sai alla fine il libro non è malaccio...ma quelle sante, dolci paroline sussurrate durante un'atto descritto in modo così pulito mi ha fatto girare la bussola per ore ^_^

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  2. ok ok...conoscevo già il parere di Violet che mi ha più volte espresso le sue critiche su questo libro!!! Personaggi incoerenti, storia un po' frivola...avevo letto già qualche parere contrastante ma io sinceramente mi fido di Violet.

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