lunedì 8 luglio 2013

RECENSIONE: WORLD WAR Z


Cari amici, immaginate di stare beatamente sdraiati all'ombra di una palma con una bibita fresca in mano, su di un'isoletta sconosciuta di un luogo ancora più sconosciuto. Intorno a voi niente urla o vociare di altri bagnanti ma solo silenzio e pace assoluta. Nessun frisbee lanciato da qualche ragazzino maldestro colpirà il vostro naso, nessun vicino di ombrellone parlerà per ore al cellulare interrompendo il vostro relax...Dato che io sto immaginando con voi, scorgo in lontananza Hugh Jackman che mi si avvicina sorridente con un chilo di gelato al caramello tra le braccia, bello vero? Ecco, ora che vi siete totalmente rilassati, lasciate perdere la spiaggia (e io dico "bye-bye" al mio Hugh) perchè la cruda realtà è che vi sto per appioppare un'altra delle mie recensioni acide alla Indil, contenti? Fortunatamente non posso sentire le vostre proteste in questo momento, quindi proseguo imperterrita, sperando di non essere bersagliata dai vostri pomodori virtuali. Oggi vi parlo di World War Z, tratto dal romanzo di Max Brooks del 2006, l'ultimo film che Brad Pitt, in un attimo di crisi mistica, ha deciso di interpretare. Nella mia vita ho visto davvero tante pellicole, tra queste ci sono state delle "ciofeche" come le chiamo io, beh questo film le batte tutte. Premetto che non amo particolarmente le pellicole dedicate agli zombie, mi hanno sempre fatto una grande impressione, ma ho imparato a giudicarli dalla giusta prospettiva grazie al mio amico Stefano, fan del genere in questione, che mi ha bonariamente "costretta" a guardare tutta la serie di Resident evil, tentandomi con vari inviti che prevedevano abbuffate di pizza. Sarebbe stato scortese rifiutarli, anche se il connubio zombie-pizza margherita non è esattamente idilliaco. La serie mi è piaciuta, anche se ogni tanto non potevo esimermi dal distogliere lo sguardo (all'epoca ero poco allenata alle scene disgustose). Quindi non tutti i film che trattano dei nostri amici non-morti sono da condannare a priori, per esempio ho trovato molto carino Warm bodies, che racconta della storia d'amore tra un ragazzo zombie ed un'umana.

Gerry Lane (Brad Pitt ) è un ex investigatore delle Nazioni Unite che si è ritirato a vita privata per dedicarsi alla famiglia. E' una mattina come tante altre a Filadelfia, Gerry rimane intrappolato in una coda interminabile di macchine, insolita per quell'ora, con moglie e figlie. Dopo un'esplosione improvvisa avvenuta poco più avanti della loro auto, si scatena il panico generale: la gente fugge terrorizzata e il primo pensiero di Gerry è quello di mettere in salvo la sua famiglia. Durante la fuga, assistono impotenti a scene di inaudita violenza: alcune persone ne assalgono altre mordendole senza pietà, subito dopo queste si trasformano in una specie di zombie. Uno strano virus si sta diffondendo rapidamente tra la popolazione. Gerry perde la sua auto a causa di un incidente e prosegue la fuga a piedi seguito dalla famiglia. Nel frattempo, riesce a contattare le sue conoscenze alle Nazioni Unite tramite cellulare per chiedere aiuto e si rifugia in un palazzo dove una famiglia spagnola li accoglie. Durante il tentativo di raggiungere il tetto dell'edificio, dove un elicottero dovrebbe portarli al sicuro, vengono inseguiti da alcuni zombie e Gerry mentre lotta con uno di essi, viene a contatto con del sangue infetto. Sicuro di essere contagiato, sta per gettarsi dal tetto ma la trasformazione non avviene, il virus su di lui è inefficace. Saliti a bordo dell'elicottero, raggiungono un'imbarcazione federale dove Gerry ritrova i suoi ex colleghi che gli spiegano la situazione. La contaminazione è diffusa ovunque e sta mietendo milioni di vittime. All'ex investigatore viene chiesto di partire per la Corea, dove si hanno notizie di un possibile paziente zero, insieme al giovane virologo Fassbach (Elyes Gabel), per trovare un vaccino contro il virus. All'inizio Gerry rifiuta l'incarico, ma è poi costretto ad accettare per garantire alla sua famiglia la permanenza sulla nave. Appena atterrati alla base americana in Corea, Gerry e Fassbach vengono attaccati dagli zombie e il dottore, preso dal panico, durante la fuga inciampa e viene colpito da una pallottola della sua stessa pistola. Ora Gerry è solo e deve assolutamente trovare l'origine del male che sta decimando la popolazione mondiale, ci riuscirà?

Una volta uscita dallo stato catatonico in cui mi ha trascinata questo film, mi sono chiesta dove mai fossero finiti i buoni vecchi zombie di una volta. Quelli che si vedono in World War Z non hanno nulla a che fare con la definizione di non-morto, almeno per come la concepisco io. Innanzitutto per essere uno zombie che si rispetti, devi essere stato seppellito almeno una volta, avere movimenti rallentati e qualche conto in sospeso che valga lo sforzo di uscire dalla bara che, come è noto, per un cadavere è il massimo della comodità. Bisogna anche raggiungere un discreto stato di decomposizione, altrimenti si rischia di fare una figuraccia e deludere coloro che abbiamo intenzione di divorare. Questi zombie invece a parte la pelle con qualche imperfezione, le pupille vitree e l'assoluto desiderio di mordere qualsiasi cosa respiri, potrebbero sostanzialmente assomigliare a me dopo il risveglio mattutino. Passiamo ora ad alcuni fatti che oserei giudicare ridicoli come i capelli lunghi di Brad: si scopre che il protagonista è stranamente immune al sangue infetto degli zombie (quale fortunata coincidenza), ne ha la certezza con un conteggio fulmineo, dopo il quale resta umano (peccato, da zombie sarebbe stato un soggetto più interessante). La mia domanda è: "sai che rischi di trasformarti in un morto vivente incavolato e tu hai il sangue freddo di contare?". L'unico mio pensiero in quel momento sarebbe: "passerò il resto della mia vita a sbavare senza più la possibilità di assaggiare una panna cotta... santo cielo, a me la carne non piace!". A seguito di questo ragionamento, andrei completamente in tilt. Se Gerry avesse deciso di buttarsi dal tetto senza perdere tempo in stupidi conteggi, ci avrebbe almeno risparmiato il resto del film, ma sarebbe stato chiedere troppo. Passiamo al caro virologo: mi stava simpatico ed ero fiduciosa nei suoi confronti. Peccato che lo sventurato è stato fatto fuori dopo pochi minuti, da una pallottola che si è accidentalmente sparato da solo. Una fine poco dignitosa per uno che ha passato tutta la vita a studiare, il suo destino era quello di dover lasciare spazio all'eroe di turno che, giustamente, non capisce una beata fava di virus. Dopo la visita alla base in Corea e durante gli altri spostamenti (nel film ci si sposta molto e in fretta, pare sia obbligatorio), Gerry, in un lampo di genio, arriva a due conclusioni: gli zombie sono attratti dal rumore (anche perchè dove c'è rumore generalmente c'è qualcuno che lo provoca, ergo carne fresca...) ed evitano di mordere persone che sono affette da patologie terminali. I non-morti stanno diffondendo un virus e attaccano solo soggetti sani. Tutto ciò dimostra la teoria sconvolgente che anche gli zombie discriminano a volte. Quindi che soluzione trova il nostro grande eroe? Infettiamo tutta la popolazione mondiale con i virus più letali, così gli zombi ignoreranno le persone e si faranno una bella insalata di germogli di soia, alla faccia degli effetti collaterali di tifo e malaria! Una delle tappe durante la ricerca del paziente zero perduto (magari ci fosse stato Indiana Jones al posto di Gerry il fanatico dei conteggi) è Gerusalemme, dove hanno pensato bene di erigere un muro alto dodici metri intorno alla città per difendersi dall'assalto degli zombie che, infastiditi da quella idea niente male, cercano in tutti i modi di superarlo per socializzare con il resto della popolazione. Che cosa fanno i fortunati all'interno? invece di scrivere testamento, si mettono a cantare allegramente con tanto di microfono, facendo un fracasso terribile. Gli amorevoli non-morti, non apprezzano affatto le canzoni gioiose, quindi si organizzano per bene innalzando delle torri umane (pensate a quelli che stanno alla base, poverini...), scavalcano il muro e si danno al morso libero. Dopo l'ennesima fuga, Gerry scortato dal soldato Segen (Daniella Kertesz), alla quale ha personalmente amputato una mano per evitarle la trasformazione dopo un morso, sono in volo verso il Galles dove si trova un centro di ricerca che possiede i virus adatti per sviluppare lo pseudo-vaccino. Da un vano dell'aereo spunta uno zombie (morto si ma fesso no, quindi non ha scelto il bagno per nascondersi) che inizia a mordere tutti all'impazzata. Il prode biondino per evitare di fare la fine del topo, fa espoldere una bella granata che squarcia l'intero aereo, bella trovata. Tutti ci lasciano le penne a parte lui e Segen che precipitano proprio a pochi metri dal centro di ricerca. Qui Gerry, che almeno qualche ferita dopo la caduta se l'è procurata (pura distrazione del regista), viene curato da un medico italiano interpretato da Pierfrancesco Favino (le parti affidate agli attori italiani in questi film, sono sempre insulse) il quale, ascoltata la teoria sul vaccino, gli comunica che il laboratorio dove si trovano i virus necessari è pieno zeppo di zombie, matematico. Parte un gruppetto silenzioso armato di ascia e grimaldello alla volta del laboratorio. I geni però, riescono a fare un casino infernale anche solo aprendo una porta, così mentre gli altri si divertono a farsi inseguire, Gerry riesce a raggiungere l'obbiettivo grazie alla solita fortuna (che inizia ad essere un tantinello sfrontata). Casualmente uno zombie annoiato passa proprio davanti al laboratorio e lui rimane intrappolato all'interno. Indovinate quale è la geniale mossa del protagonista? si inietta un virus non ben identificato che può ucciderlo all'istante, guarda caso però è il meno letale delle trecento fialette che ha a disposizione. A qualunque altro essere umano sarebbe capitata una fiala di virus ebola, ma non al nostro mr.Fortunello. Lo zombie lo ignora perchè ormai è un bocconcino poco appetitoso (come al solito Gerry c'aveva azzeccato) e l'ex investigatore porta a termine la missione. Questo film è un susseguirsi di scene al limite del ridicolo e contraddizioni varie, un vero flagello per gli amanti del cinema. In pratica l'intera vicenda passa in secondo piano per dare spazio a quello che deve essere l'eroe a tutti i costi. Pessima scelta delle ambientazioni e troppe fughe precipitose secondo me. Rimango basita dinanzi a cotanta inettitudine cinematografica. L'unica cosa sensata è la frase finale di Gerry una volta raggiunta la famiglia, che nel frattempo è stata trasferita in un campo di rifugiati (ma come? sto poveraccio ha rischiato di rimanerci secco per far si che la sua famiglia rimanesse al sicuro sulla nave e voi li trasferite? assurdo!): "non mollate mai davanti alle difficoltà, agite sempre con coraggio in ogni situazione e aiutate il prossimo come potete". Dite che sono stata troppo spietata verso Brad e la brillante compagnia di zombie? Ragazzi, sono un angioletto...




9 commenti:

  1. Non mi è piaciuto nemmeno un po: concordiamo. Un film sugli zombie senza sangue non ha senso, secondo me. Non perché sia un fan dello splatter e degli horror tradizionali, ma perché il genere prevete violenza, fughe, tanti morti sparsi per tutta la durata del film. Questo mi ha ricordato "Invasion", con Craig e la Kidman, che comunque mi era piaciuto moooolto di più. Ottimi, se non altro gli effetti speciali. La scena degli zombie che si arrampicano su quel muro enorme, secondo me, è splendida. Ma basta...

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    1. Invasion era effettivamente molto meglio di questo, la cosa che mi rattrista è che andando avanti, invece di migliorare le trame dei film in alcuni casi peggiorano, mi viene da pensare che abbiano esaurito le idee, soprattutto per ciò che riguarda gli "horror"...Hai ragione, la scena della torre umana d zombie è d'impatto, ma per il resto il film è una vera fetecchia!^^

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    2. Eppure è piaciuto a tanti, mha :/

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  2. Cara Indil le tue recensioni sono sempre così divertenti che non si può evitare di ridere come matti. A questo punto Brad mi delude. Pensavo che fosse il film che l'avrebbe riscattato ma a quanto pare no. Anche se è un film, quindi tutto basato sulla finzione, trovo che Mr Fortunello abbia un pò troppa fortunella, cosa che a mio avviso rovina tutto il film.

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    1. Grazie caro capo!^^anche io sono rimasta delusa da Brad e mi meraviglio che abbia accettato la parte...penso che inizi ad essere disperato data la spietata concorrenza delle nuove leve, ma io al suo posto avrei rifiutato il ruolo. Vabbè che tiene una famiglia numerosa, però c'è sempre la mogliettina che può provvedere...:)

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  3. Recensione fantastica, divertente e spietata :) bellissima...mi è piaciuta molto anche perchè la cara Indil non si è risparmiata e abbiamo tutti recepito il messaggio!!! L'unico motivo che mi avrebbe spinta a guardare questo film è Brad Pitt ma penso che seguirò il consiglio di Indil!

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  4. Grazie tante cara Iris!^^con questo film non potevo che essere spietata purtroppo, avevo riposto le mie speranze in Brad ma sono state vane...spero vada meglio la prossima volta...:)

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  5. Voglio dire prima una cosa: se il tuo amico ha provato ad avvicinarti al mondo di zio Zom con quella pacchianata insopportabile di Resident Evil (il gioco è tutto un altro discorso, e diciamo grazie-sai) mi sa che ti ci ha introdotto dalla porta di servizio. Un po' come introdurre una persona al rock facendole ascoltare i Tokyo Hotel per intenderci...
    Per quanto riguarda il film siamo abbastanza concordanti: anni di riprese, litigi e tirate di capelli tra Pitt e Di Caprio su chi dovesse interpretarlo, addirittura il rischio che qualcuno ci restasse secco a causa delle armi vere ritrovate sul set, cambi di progetto a riprese avviate (ma chi glielo spiega alle case di produzione che loro devono sborsare i soldi e lasciar fare il lavoro di regista a sceneggiatore a chi lo fa per campare?!) e soprattutto con un'opera grandiosa a cui attingere (si, il libro di World War Z è senza alcun ombra di dubbio uno dei più bei libri mai scritti su zio Zom), come diavolo sono riusciti ad ottenere un risultato così misero?
    Togliamoci suibito il pensiero per quanto riguarda la qualità della trasposizione libro-film: bocciato. Bocciato senza possibilità di ricorrere in appello, semplicemente perché film e libro non hanno in comune nulla di nulla (tolto il mega muro di Gerusalemme).
    Presa la pellicola in se poi, non è che ci si ritrovi tra le mani questo gran gioiellino. Come hai ben detto, Pitt interpreta il tipico poveraccio che si ritrova a dovere salvare l'intera umanità prima di poter tornare al suo amato barbecue, ed il suo è un personaggio che riesce benissimo a farsi odiare! Ma dico io non t'incazzi mai in vita tua?! Non ti disperi mai? Non cambi mai quella cavolo di espressione che hai sul viso?! Ma davvero quel pesce lesso coi capelli lunghi era lo stesso pazzo scatenato de "L'esercito delle 12 scimmie"? Il cariscmatico e tostissimo fuorilegge di "L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford"? E dove diavolo è finito il detective irrascibile di "Seven"?! Pessima interpretazione la sua, e lo dico a malincuore perché Pitt è uno dei miei preferiti.
    Anche sulla sceneggiatura siamo d'accordo: banalissima, e quando non lo è risulta pure idiota. Però devo correggerti su di una cosa: il protagonista non è immune al virus, quando conta sull'orlo del palazzo lo fa perché, essendo un virologo esperto, sa bene che un agente patogeno può infettare un organismo in diversi modi, in questo caso entrando in circolo attraverso il morso. Ma lui si è ritrovato a dover ingoiare del sangue infetto, che non è la stessa cosa, e quindi prima di sfracellarsi al suolo ha pensato bene di capire se il virus attecchisse anche dallo stomaco ;-)
    E questa nuova moda di girare i film horror in modo tale da ottenere un rating PG13?! E' grazie a questa ossessione malata che in un film di zombie (si, ma dov'erano?! Ho visto solo dei tizi malati di rabbia che saltavano come cavallette <__<) non si vede na stila di sangue manco a pagarla, figurati un mezzo centimetro di budella scoperte...
    Peccato, veramente un gran peccato. In questi giorni ho terminato di leggere il libro dal quale "è tratto", e se prima il film in se non mi faceva impazzire, adesso ci si aggiunge quella ormai familiare rabbia che si prova di fronte a quelle pellicole che vorrebbero omaggiare un grande libro, ma finiscono per diventare progetti del tutto diversi dall'opera orginale, e per giunta pure brutti! Anche il grande Kubrick ha stravolto il finale di Shining, uno dei libri migliori del Re, ma lo ha fatto con uno stile da maestro, e ne ha tirato fuori un film che è entrato nella storia del Cinema.

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  6. Ciao MalawiBoy!^^scusa se ti rispondo ora, ma ho avuto un grosso problema da affrontare e sto ancora cercando di farlo. Innanzitutto ti ringrazio per il bel commento dal quale capisco tu sia un grande appassionato del genere, io sono una profana quando si tratta di zombie...Sono d'accordo quando dici che Pitt non è stato all'altezza dei suoi splendidi personaggi, infatti la motivazione che lo ha spinto ad accettare il ruolo resta per me misteriosa. Ti confesso che il libro non l'ho letto, ma dalle tue parole capisco che sia ad un livello superiore del film... Secondo la mia modesta opinione, le pellicole tratte dai libri raramente li eguagliano, però qualche eccezione fortunatamente c'è...^^Sai che non ci ero arrivata al fatto che Gerry volesse capire se il virus agisse anche partendo dallo stomaco? ti ringrazio per la spiegazione, a volte questo vecchio elfo è un pò rintronato!:D. Mi ha fatto piacere leggere il tuo commento, spero vorrai ancora seguire le mie pazze recensioni. Un bacio.

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