martedì 15 ottobre 2013

RECENSIONE: STRYX. IL MARCHIO DELLA STREGA di CONNIE FURNARI


Donne bellissime e dall’immenso fascino, sicure, testarde e soprattutto dotate di poteri occulti…in un’unica parola “streghe”.  La parola “strega” deriverebbe dal greco “stryx” che in origine significava “uccello del malaugurio”. Col passare del tempo il termine ha assunto un significato più ampio…la strega è una donna esperta di magia e incantesimi. Ancora oggi questa figura femminile carica di mistero e fascino riesce a catturare l’attenzione di molti scrittori, lettori, registi etc. Forse perché, siamo inconsciamente tutti un po’consapevoli del fatto che le streghe esistano davvero. Vi è mai capitato di parlare con un’amica che riesce a capirvi senza dover aggiungere parole, quasi vi leggesse nel pensiero? Avete mai conosciuto ragazze che riescono ad ottenere sempre quello che vogliono? Vi è mai capitato di incontrare giovani donne misteriose e un po’“inquietanti”? Ho acceso la vostra curiosità? Allora tenete gli occhi bene aperti…esiste un modo per riconoscere le streghe, almeno secondo la nostra amica Connie Funari…una “S”gotica tatuata… il marchio della strega.  
 Non avrò mai una vita normale. Non sarò mai una ragazza come le altre. Niente potrà cambiare quello che sono.  Come Hester Prynne, anche lei era stata marchiata da una lettera scarlatta, solo che la sua rappresentava un’infamia ancora più grande e pericolosa. Stryx. Il Marchio della Strega.
   
 Titolo: Stryx. Il marchio della strega
Autore: Connie Furnari
Editore: Edizioni della Sera
Prezzo: 12,00 euro  (disponibile anche in versione digitale)
Genere: Urban Fantasy, Young Adult
Pagine: 292 
 Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente giunge la sorella minore: Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l’esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem.La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L’unico apparentemente interessato a conoscerla è un giovane dai grandi occhi grigio azzurro: Scott. Il solo ad essere in grado di risvegliare in lei antichi sentimenti che credeva ormai essere assopiti.Ma Salem ben presto comincerà ad essere sconvolta da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di ‘S’ posto sulle vittime. Le strade della cittadina diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà altro che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e sé stessa.

                            RECENSIONE            

Salem è una città del Massachusetts famosa per essere considerata una sorta di paese delle streghe, a seguito del periodo noto come “processo alle streghe” che nel lontano 1692 nel Nordamerica inaugurò una serie di persecuzioni nei confronti di giovani donne accusate del reato di stregoneria. La cosiddetta “caccia alle streghe” partì proprio dalla città di Salem. Connie Funari ha deciso di ambientare la sua storia proprio in questa città statunitense così legata alla figura delle “streghe”. Il risultato di questa scelta è una trama intrigante con molte sfumature noir. Punto centrale della narrazione è la continua contrapposizione tra bene e male, ben identificata nelle due protagoniste del racconto. Sarah e Susan sono due sorelle completamente diverse e dal carattere opposto: la prima, è una potentissima “strega bianca”, se mi permettete il termine. È una ragazza dai capelli rossi (di trecento anni, ma portati benissimo) che decide di mettere da parte i suoi poteri per ricominciare una vita “normale”, lontana da incantesimi e stregoneria. Sarah vuole andare al liceo, studiare e passare i compiti in classe senza dover ricorrere a stupidi trucchetti, abitare in una casa semplice e soprattutto avrebbe tanta voglia di conoscere persone nuove. Susan al contrario è una vera e propria “strega nera”, una bellissima bionda che usa la magia per soddisfare i suoi mille vizzi: ricchezza, ragazzi e vita mondana.
Sarah scosse il capo con fermezza. «Sei pazza se pensi che ti ospiterò qui, mentre combini chissà cosa in giro. Allora, qual è il vostro piano?»
«Non preoccuparti, per il momento starò buona.» Susan tirò fuori una gonna marrone, fece una smorfia e la gettò sul letto assieme agli altri vestiti. «E comunque, non ti riguarda. Il nostro piano non ha nulla a che vedere con te… per il momento.» Indossava un tubino di velluto nero e stivali di pelle Prada con il tacco alto, che le arrivavano oltre il ginocchio.
«Vorresti venire a scuola conciata così?» si accigliò Sarah. «Non stiamo andando a ballare la lap-dance!»
«Rilassati, rossa» le sorrise lei arricciando le labbra. «Se sono l’unica della famiglia ad avere gusto non è colpa mia. E poi questo vestito è di Coco, uno dei miei preferiti. Adoro la moda francese.»

Nonostante i buoni propositi di Sarah, il ritorno a Salem non è affatto tranquillo: dopo pochi giorni la città viene scossa da una serie di delitti misteriosi. Un vero e proprio ritorno al periodo della “caccia alle streghe” in chiave moderna.Costretta a mettere da parte le sue buone intenzioni, Sarah decide di impartire lezioni di magia alle altre streghe inesperte, per difenderle dai nuovi cacciatori.Un’avventura carica di intrigo e mistero. Ma non mancheranno spunti di romanticismo. Al liceo infatti, la nostra streghetta conoscerà Scott, un bellissimo ragazzo educato e serio che dopo tanto tempo le tornerà a far battere il cuore. 


 «Hai bucato» guardò lui. Rialzò il capo e le girò attorno, fissandola con simpatia. «Se stai andando a scuola, posso darti un passaggio. Vai al liceo, giusto?»
«Sì, ma tu chi sei?» chiese Sarah, ancora sconvolta.
«Già, hai ragione. Mi chiamo Scott Hawking.» Le porse la mano. «Probabilmente seguiamo anche le stesse lezioni.»
«Sarah Sawyer.» Gli strinse la mano e in quel momento provò una scossa improvvisa, una scarica elettrica che le attraversò il braccio, scendendo poi lungo tutto il corpo.
 Povera Sarah…come riuscirà a gestire una sorella combinaguai, una setta di streghe in pericolo, un amore che cerca di sbocciare e le continue minacce dei cacciatori? Ovviamente questo lo lascio scoprire a voi.
Ho apprezzato molto la scelta dell’autrice di alternare nel racconto il passato al presente. In questo modo il lettore viene coinvolto al cento per cento nelle vicende delle due protagoniste. Le continue immersioni nel passato donano alla storia un tocco di intrigo e mistero che non guasta mai. Non mancano momenti divertenti che strappano un sorriso, soprattutto quando le due sorelle rammentano incontri con personaggi storici del passato. 
 «Sai che l’ossessione è una malattia? Dovresti cercare un bravo psicanalista. Quando nel 1917 eravamo a Vienna, ti ho consigliato un sacco di volte di parlare con il dottor Freud. Adesso credo che sia un po’ troppo tardi…» Rise e lisciò il suo abito nero.
Giudizio finale: Lettura scorrevvole ricca di mistero e intrigo.

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Il commento dell’autrice Connie Furnari su STRYX Il Marchio della Strega
Ho iniziato la stesura di Stryx con l’intento di mescolare il folklore alla Wicca moderna, chiedendomi cosa sarebbe accaduto se una vera strega, vissuta al tempo dei puritani, fosse costretta a vivere nella nostra epoca. Nel mio romanzo ho cercato di sottolineare elementi tipici ai quali sono particolarmente affezionata: il copricapo a punta, gli incantesimi, i corvi, i gatti neri, e soprattutto le scope volanti.
Le ragazze della Congrega delle Streghe sono tipiche adolescenti che soffrono per amore, studiano per i compiti in classe e hanno paura di essere scoperte da tutti quelli che rifiutano di accettare il potere in una ragazza; la particolarità che i Cacciatori di Streghe siano solo ragazzi evidenzia in Stryx l’eterna lotta tra sessi, che dura tutt’oggi, e fa di Salem un campo di battaglia, velato da atmosfere crepuscolari.
Tutta la storia è impregnata di metafore sull’emancipazione della donna ma, anche se si presenta come una storia prettamente femminista, non mancano le lotte a colpi di kick boxing e scene d’azione piuttosto movimentate e cruente.
Da grande fan di Harry Potter non ho potuto fare a meno che disseminare diversi omaggi a J.K. Rowling ma, il libro dal quale ho attinto di più, è stato La Lettera Scarlatta di Nathaniel Hawthorne, soprattutto per le scene ambientate a Salem nel 1685.
Sarah e Susan Sawyer, le due streghe protagoniste, rappresentano due criteri opposti con cui il gentil sesso usa il “potere”. Il messaggio finale del libro è che tutte le donne lo posseggono ma, la differenza, consiste appunto nel modo in cui si decide di usarlo. Stare dalla parte del Bene o del Male delineerà il tipo di persona che si diventerà “da grande

4 commenti:

  1. Complimenti per la fantastica recensione cara Iris!^^ Si parla di streghe e di mistero, un connubio perfetto... il libro non può che essere interessante, brava anche a Connie!:)

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    1. Grazie Indil ti consiglio questa lettura è scorrevole e intrigante

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  2. Stupenda recensione Iris. Questo libro sembra fantastico. Mi piace l'argomento trattato. Brava Connie!!

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