martedì 13 dicembre 2016

Teaser Tuesdays #47

Latte e caffè annaffiati da una marea di corn flakes e con mezzo cucchiaino di zucchero sono la mia droga mattutina. Mi piacerebbe sapere il perché mi sveglio ogni giorno con una fame vorace manco avessi camminato nel deserto tutta la notte. Bah. Questa settimana poi sarà di nuovo lunga e tortuosa e se mi vedete sproloquiare più del solito sappiate che non sono in me. Ho un sacco di ore di sonno da recuperare e la schiena curva come quella di una befana. Pretendo una marea di dolci il giorno della mia festa, sappiatelo. 
Dunque, dunque, oggi torna un nuovo appuntamento con la rubrica Teaser Tuesdays che ogni tanto sparisce senza un perché valido. Siccome le anteprime della settimana sono andate a farsi benedire (scorrete nella colonna per leggere i Whats' Next del mese e di quelli prossimi che aggiornerò spesso) oggi vi mostro un estratto da un libro che ho quasi finito di leggere, mi manca davvero pochissimo. E spero che vorrete ricambiare. 😼

Le regole sono: 
  • Prendi il libro che stai leggendo;
  • Aprilo in una pagina a caso (chi ci crede è bravo);
  • Condividi qualche frase di quella pagina;
  • La frase non deve contenere spoiler;
  • Condividi il titolo e l'autore in modo che i partecipanti possano aggiungere il libro alla loro TBR list.

IO SONO BUIO
(The Conquerers #1)

<<Lada!>> bisbigliò la balia. <<Vieni subito qui.>>
La bambina si erse in tutta l'altezza che le concedevano le gambette tozze.
<<Questa è casa mia! Io sono l'Ordine del Drago! Ammazzo gli infedeli!>>
Uno dei tre uomini che accompagnavano Vlad mormorò qualcosa in turco. La balia sentì il sudore sul volto, sul collo, sulla schiena. Avrebbero ucciso la bambina perché li aveva minacciati? Suo padre l’avrebbe permesso? O avrebbero ucciso lei, invece, perché Lada era sfuggita al suo controllo?
Vlad sorrise con indulgenza alla figlia e chinò il capo rivolto ai tre uomini. Loro ricambiarono l'inchino e uscirono in fretta, senza dar segno di aver notato la balia né la bambina che le aveva disobbedito. 
<<Quanti infedeli hai ammazzato?>> La voce di Vlad, declinata questa volta nei toni melodici della lingua valacca, era bassa e fredda.
<<Centinaia.>> Lada puntò il coltello contro Radu, che nascose il volto contro la spalla della balia. <<Quello lì l’ho ammazzato stamattina.>>
<<E ora vuoi ammazzare me?>>
Lada esitò e abbassò la mano. Fissò il padre, e la comprensione si diffuse sul suo volto come latte versato nell'acqua limpida. Lesto come una serpe Vlad le strappò di mano il coltello, la afferrò per la caviglia e la sollevò a testa in giù.
<<E come pensavi di riuscire a uccidere un uomo più grande, più forte e più astuto di te?>> le chiese, sollevandola finché i loro volti non furono alla stessa altezza.
<<Hai barato!>> Negli occhi di Lada ardeva uno sguardo che la balia aveva imparato a temere. Uno sguardo che significava sangue, devastazione, fuoco. Spesso tutti e tre.
<<Ho vinto. Ed è l’unica cosa che conta.>>
Con un grido, Lada si tirò su e morse la mano del padre.
<<Per l’anima dei santi!>> Vlad la lasciò cadere a terra. Lada si raggomitolò fino a sembrare una palla, rotolò via, si tirò in ginocchio e digrignò i denti. La balia rabbrividì, aspettandosi l'ira del padrone. Avrebbe picchiato Lada. O avrebbe picchiato lei per non averla domata e costretta all'obbedienza. Invece Vlad scoppiò a ridere. <<Mia figlia è un animale selvaggio.>>
<<Mi dispiace molto, mio signore.>> La balia chinò il capo e additò Lada con gesti nervosi. <<È molto emozionata perché è felice di rivedervi dopo un'assenza così lunga.>>
<<E che ne è stato della loro istruzione? La bambina non parla il sassone.>>
<<No, mio signore.>> Non era del tutto vero: Lada aveva imparato alcune parolacce in quella lingua, e le gridava spesso dalla finestra, rivolta ai passanti della piazza. <<Capisce un po’ di ungherese. Ma non c’è nessuno a sovrintendere all'istruzione dei bambini.>>
Vlad schioccò la lingua, e i suoi occhi astuti si fecero assorti. <<E questo? È un selvaggio anche lui?>> Si chinò su Radu, che aveva finalmente rialzato la testa.
Il bambino scoppiò immediatamente a piangere, affondò di nuovo il viso nella spalla della balia e le infilò una mano tra i capelli, sotto la cuffia. Vlad piegò le labbra in una smorfia di disgusto. <<Questo ha preso dalla madre. Vasilissa!>> gridò a squarciagola.
Radu ammutolì per il terrore, poi riprese a piagnucolare piano tirando su col naso. La balia non sapeva se restare o andarsene, ma non era stata congedata, e rimase. Lada la ignorava e fissava il padre con uno sguardo sospettoso.
<<Vasilissa!>> ruggì di nuovo Vlad. Allungò un braccio per agguantare Lada, ma questa volta la bambina non si fece sorprendere, sgusciò via e gattonò sotto il tavolo tirato a lucido. Vlad batté le nocche sul piano di legno. <<Molto bene. Vasilissa!>>

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Mi viene una gran voglia di ridere e prendere Vlad a cazzotti. Giuro che vi stavo per postare tutto il libro. Più procedo più la storia si fa intrigante. Bene, adesso vi lascio ma aspetto i vostri teaser. Mica vi devo minacciare per leggerne uno, vero? 

4 commenti:

  1. Quanto mi piace questo Vlad, so cruel *w* E Lada è una bella selvaggia :D
    E io ti odio perchè lo stai leggendo prima di me :P
    Allora, vediamo, ti posto un piccolissimo estratto da Fine turno di Stephen King, che ho cominciato praticamente ieri.

    Prima di uscire, Hodges si ferma davanti alla vecchietta. *che stava leggendo 50 sfumature di grigio*
    "E' un bel romanzo?"
    Lei alza lo sguardo. "No, ma è molto pimpante."
    "Sì, me l'hanno detto. Ha visto il film?"
    La vecchietta lo fissa, sorpresa e intrigata. "C'è anche un film?"
    "Già. Dovrebbe darci un'occhiata."
    Hodges se l'è risparmiato, anche se Holly Gibney (un tempo sua segretaria, adesso sua cosia, nonché cinefila impenitente fin dalla travagliata fanciullezza) ha cercato di trascinarcelo. Per due volte di fila.

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    1. Ahahahah no dai troppo forte sto pezzo!!
      Ammappa che vecchietta... pimpante ;D

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    1. Ciao ^-*
      Mi sa non riesco a partecipare al giveaway perché non ho molto tempo ultimamente comunque vengo a darci un'occhiata.

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