martedì 31 luglio 2018

RECENSIONE: "The Player" di Vi Keeland

Bonjour moi petite lecteurs, comment ça va? E qui finisce la mia conoscenza del francese. Eh eh pensavate fossi una poliglotta?? Noooo al massimo posso aspirare a essere "polidiota". Cambiando argomento, è capitato anche a voi di andare in un ufficio, in banca o in un altro luogo pubblico e sentirvi dire "Buongiorno signora"? Immagino di sì, ma credo di essere solo io che quando accade ha l’istinto di girarsi per guardare se dietro c’è mia madre o magari qualcun’altra. No, perché io la penso come la Bertè "Non sono una signora...". A voi capita mai? Ma io credo, anzi scommetto, che sono l’unica a cui è successo quanto segue. Tre capodanni fa, ero in giro con delle amiche per festeggiarlo, eravamo in città ad una delle feste in piazza che fanno, quando passeggiando, incrociamo uno sbarbatello decisamente "carburato" che "gentilmente" ci dice "Buon anno anche a voi signore ATTEMPATE". Io e le mie amiche ci siamo guardate allucinate. No dico, attempata a chi moccioso?? Io ti spiezzo in due!!! Ripeto può ringraziare che era sbronzo (io avrei messo anche la T al posto della B) altrimenti non so cosa gli avrei detto/fatto. A voi è mai successo qualcosa del genere?? Raccontate, intanto vi lascio con la recensione di The player. Buon proseguo..

Titolo: The Player Serie: autoconclusivo
Autore: Vi Keeland
Genere: Contemporary Romance
Categorie: Sports Romance - Amici/amanti - Dirty talking 
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 322
Prezzo cartaceo: € 9,90 Prezzo ebook: € 6,99

Figlia di un famoso giocatore di football, Delilah è praticamente cresciuta in questo mondo, una mosca bianca in un universo di testosterone, sa come muoversi e non è facile metterla in un angolo. Eppure, quando Brody Easton già alla prima domanda decide di mettersi a nudo, letteralmente, lasciando cadere l'asciugamano che lo copre, lei non sa proprio che fare. A metterla in difficoltà non è tanto la statuaria bellezza, quanto l'atteggiamento provocatorio e la sfacciataggine dell'atleta che, fin da subito, inizia infatti a flirtare con lei. Ma Delilah non esce con i giocatori. O meglio, non esce con quel tipo di giocatore: di bell'aspetto, forte, arrogante, che vive di vittorie e conquiste, dentro e fuori dal campo. E Brody Easton in questo è un vero giocatore...

RECENSIONE
E' ufficiale, la Keeland diventa una delle mie scrittrici preferite. Se in Bossman l'avevo adorata, con "The player" mi ha decisamente conquistato. La storia di Delilah e Brody inizia in uno spogliatoio. Lei, giornalista sportiva in un mondo decisamente maschile, e lui giocatore di football professionista, si conoscono e si scontrano in uno spogliatoio dopo una partita di football al momento delle interviste ai giocatori. Quando arriva il momento di Delilah di intervistare Brody, lui si mette letteralmente a nudo facendo cadere l'asciugamano per mettere in imbarazzo lei. Da questo episodio inizierà la loro storia fatta di botta e risposta, perché lei non è di sicuro una che si fa mettere i piedi in testa, al contrario ribatte colpo su colpo alle provocazioni di lui. La situazione tra i due si fa sempre più esplosiva, lui continua a flirtare pesantemente, e lei fa sempre più fatica a mantenere fede alla sua promessa di non uscire mai con un giocatore. Fino a quando per i due diventa impossibile resistere alla forte attrazione e cedono iniziando a frequentarsi. Ma il passato si sa ha la brutta abitudine di ripresentarsi, anche quando è morto e sepolto, figuriamoci quando non lo è. E così il passato di Brody si presenta a gettare le sue ombre sul loro rapporto e facendo si che anche il passato di Delilah torni a tormentarla con i suoi ricordi.


Devo proprio fare i complimenti all'autrice, i protagonisti che ha pennellato con grande maestria mi hanno rubato il cuore, in particolare Brody. Finge di essere uno spaccone ed un egoista ma in realtà nasconde un'anima gentile ed un cuore grande, è un uomo leale e di saldi principi. Delilah d'altro canto è perfetta per lui, è una donna forte, ed essendo figlia di un giocatore di football è cresciuta in quel mondo, ne conosce tutte le sfumature, e per questo ha scelto la carriera di reporter sportiva. Dopo grandi sacrifici è riuscita ad essere una delle poche donne in un mondo prettamente maschile, anche se si trova a dovere sempre dimostrare di essere in grado di fare quel lavoro. Entrambi i protagonisti oltre ad alcuni lati caratteriali, come la perseveranza ed il senso di lealtà, condividono anche un passato doloroso che li ha segnati e che proietta le sue ombre anche nel presente, condizionandone la vita e le scelte.


I personaggi secondari sono ben caratterizzati, alcuni più di altri. Ho adorato l'amica di Delilah, Indie, è spassosissima e leale, è sempre al suo fianco nel momento del bisogno (mi piacerebbe leggere un libro su di lei). Nel libro vengono affrontate anche tematiche profonde e molto dolorose come le dipendenze e il senso di perdita. Ho trovato che l'autrice sia stata molto brava ad affrontarle evitando di soffermarsi troppo sul lato negativo e mantenendo invece un'atmosfera più leggera e positiva che ha evitato l'appesantirsi della narrazione. Il libro per la prima parte è raccontato dai punti di vista di Brody e di Delilah, ma da metà (più o meno) entra un terzo punto di vista, quello di un personaggio legato ad uno dei protagonisti.

L'autrice, in una scena del libro, quella dove la protagonista discute con una cameriera di uno Starbucks in merito alla bellezza di certi nomi, fa dire alla ragazza che almeno il suo cognome "Oar" è breve e bello. Non so se sia voluto o se sia solo la mia immaginazione ma a me quel cognome ha fatto venire in mente, per assonanza, quello di un vero giocatore di football, Michael Oher, sulla cui vita è basato il film "The blind side", film che mi è piaciuto tantissimo.
Concludo consigliando vivamente questo libro, ma con un'avvertenza: se soffrite il caldo leggetelo quest'inverno perché il “dirty talking” di Brody Easton vi procurerà diverse vampate.

BELLISSIMISSIMO

6 commenti:

  1. Fortunatamente, per ora, nessuno mi ha definito "attempata", però quando vado in un ufficio o altro e mi chiamano "signora" è come se mi mettessero un macigno sulle spalle. Poco tempo fa mi è successo che una ragazzina volesse cedermi il posto, come per dire che essendo più vecchia, ne avevo più diritto. Considerando certi maleducati che ci sono in giro, lei è stata gentilissima, però per un attimo mi sono sentita come se fossi nel reparto geriatria... 😂 Comunque questo è in lista. Anche se con Bossman non mi aveva fatto impazzire, questo mi ispira molto! Alla prima occasione, sarà mio 😊

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    1. Ciao bella come ti capisco.. Quando ti danno della signora da un lato ti viene da dire..."ma che ben educati" dall'altro "ma che mi stanno dando della vecchia?"Vabbè cambiamo discorso... Secondo me questo libro ti piacerà.. baci

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  2. Ciao Sabrina anche se ho t....tr.. anni non mi sento proprio una signora :=) xo capita sempre che al telefono, supermercato, ristorante mi chiamino signora ...vabbe ma signora giovane! Bella recensione ...questa storia mi piace!!! DANY IRIS

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  3. Ciao bella fanciulla come va? Sono quasi certa che l'età di noi donne arriva al massimo a 25 anni... Secondo me il libro ti piacerà... Fammi sapere la tua opinione quando lo leggerai..buon fine settimana.. Baci

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  4. piaciuto molto anche a me, soprattutto i loro dialoghi. Amo sempre di più la Keeland

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    1. Anche io amo la Keeland... Stalkeriamo?

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