lunedì 6 novembre 2017

Release Blitz e Recensione di "Fight for Life" secondo volume della serie "Die Love Rise" di Rosa Campanile!


Bentornate amiche carissime. Come state? Io abbastanza bene anche se la scorsa settimana ho avuto delle giornate buie e tempestose nel senso che, gli impegni mi si sono accavallati gli uni sugli altri e quello che ci ha rimesso più di tutti, e con mio sommo dispiacere, è stato proprio il blog. 
Ma bando alle ciance, oggi sono qui perché Libri D'incanto è super felice di ospitare una delle ultime tappe del Release Blitz (anche se con un giorno di ritardo, ahimé) di Fight for Life il nuovo romanzo post-apocalittico di Rosa Campanile e secondo volume della serie Die Love Rise, uscito il 30 ottobre scorso. Dopo la storia di Clive e Sophie iniziata proprio con Die Love Rise, e la novella spin-off Dare to Love incentrata sulla storia di Eric ed Eve, questa volta è il turno di Joe Collins, personaggio che abbiamo già conosciuto precedentemente, perché grande amico di Clive, e Natalia Landreaux ragazza coraggiosa e di gran cuore che con la sua forza ha dato una svolta all'intero mondo creato dall'autrice. Ebbene, in questo post troverete non solo la recensione ma anche il primo capitolo del romanzo perciò... buona lettura!

Titolo: Fight for Life Serie: Die Love Rise #2
Autore: Rosa Campanile
Genere: Romance Post-apocalittico
Editore: Self-publishing
Pagine: 232
Prezzo ebook: € 1,99
Cover: Dedalo MADE
Data di uscita: 30 ottobre 2017
Intrappolata a Cincinnati con altri sopravvissuti, Natalia Landreaux è disposta a tutto pur di non morire divorata dagli infetti che hanno distrutto la civiltà, anche correre rischi indicibili per trasmettere un ultimo, disperato messaggio d'aiuto. In pericolo non c’è solo la sua vita, ma anche il prezioso lavoro del fratello Edoardo. La richiesta di soccorso giunge appena in tempo e mette in crisi il genio informatico Joe Collins. La vita di Joe insieme alla sua nuova famiglia nella Città Sicura di Leons Town è tranquilla, quasi perfetta, ma la missione di salvataggio che richiama in campo lui e Panzer dopo un lungo periodo di assenza, rischia di frantumare quel fragile equilibrio a cui tiene tanto. Eppure, nonostante le perplessità, Joe sa qual è la cosa giusta da fare. Mentre un nemico più pericoloso e scaltro che mai si prepara ad attaccare, ombre del passato minacciano di distruggere la normalità tanto inseguita da Joe e Natalia. Non sarà facile affatto facile far funzionare la loro strana relazione in un mondo invaso dagli zombie mutanti. Per riuscirci, dovranno solo ricordare che vale sempre la pena combattere per vivere e per amare.

COSA NE PENSO
Amo i romanzi incentrati su scenari post-apocalittici. Ne ho letti e apprezzati diversi perché sono avvincenti e originali come pochi. Fight for Life non è da meno ed è un concentrato di adrenalina pura e ricco di colpi di scena, il tutto contornato da una storia romantica e passionale accompagnata da una scrittura leggera e intelligente, introspettiva quanto basta. L'autrice ha dato vita ha un mondo crudele e difficile ma reso sopportabile da personaggi intraprendenti, coraggiosi, leali, divertenti e amabili. Il virus AD7E0 si è diffuso nel mondo provocando milioni di morti. Ai malati meno gravi è stato iniettato un vaccino che invece di farli guarire ha reso il virus più potente e aggressivo trasformando gli uomini in zombie. Ma adesso il virus sta mutando. Sono passati tre anni dai fatti di Die Love Rise. Gli zombie diventano più intelligenti e scaltri, si organizzano in branco e cercano di assaltare le moderne cittadine in cui i sopravvissuti conducono una vita normale e tentano di difendersi con una tecnologia avanzata. Natalia Laundreaux ha lanciato una richiesta di aiuto. La base in cui vive è in grave pericolo, gli zombie hanno accerchiato le mura e il capo della struttura, Gavin Tursten, si rifiuta di capirlo, imponendosi con i suoi modi aggressivi, facendo vivere nel terrore il resto degli abitanti. In suo soccorso arriva Clive Hudson con una squadra di uomini forti e organizzati per mettere in salvo la situazione. Assieme al suo migliore amico, Natalia e altri pochi sopravvissuti vengono trasferiti nella città sicura di Leons Town, in Georgia dove incontra Joe Collins. 

Joe è un maledetto genio informatico. Con un semplice battere sulla tastiera riesce a fare di tutto, perfino salvare la vita ai suoi più cari amici e mettere al sicuro un'intera città. Joe è amato e apprezzato da tutti. Il Grande e Saggio Joe, così si diverte a chiamarlo Sophie. Quando per la prima volta incrocia lo sguardo di Natalia per lui è un trauma fortissimo. Il passato torna a galla e tutto il dolore che ha tentato di mettere da parte torna di nuovo a tormentarlo. Joe e Natalia non possono fare a meno di cercarsi, di stare insieme e di toccarsi, nonostante il mondo intorno al loro comincia a diventare sempre più pericoloso. Qualcosa sta cambiando e sta per mettere in pericolo non solo le loro vite ma ogni sforzo che i sopravvissuti hanno fatto per avere una parvenza di normalità. Ma Natalia ha in mano qualcosa che potrebbe cambiare le sorti del mondo ed è disposta a combattere con i denti e con le unghie affinché venga creduta, affinché le venga data giustizia.
PER CONCLUDERE
Ho divorato questo romanzo, me lo sono portato persino a lavoro. E' impossibile staccarsi dalle pagine grazie a una storia al cardiopalma, ricca di colpi di scena. Ormai ho capito lo stile di Rosa e posso dire con assoluta certezza che con lei non c'è da scherzare. Vivo i suoi romanzi con una sorta di panico perché ha il potere di fiondarmi in cielo e l'attimo dopo a terra. Sa come lacerarmi il cuore. E lei lo fa. Ho amato il personaggio di Natalia perché è fragile e dolce eppure pronta a non arrendersi mai. Joe è la dolcezza e la malizia fatta persona. E' un personaggio che sorprende perché sa razionalizzare gli eventi, sa essere scaltro, ma se essere tanto sexy quando l'occasione lo richiede. E senza la sua presenza mi chiedo quale fine avrebbero fatto tutti gli altri personaggi della serie. Bello ritrovare Clive e Sophie e dare una sbirciatina allora loro vita. Leggere alcuni capitoli di Clive è stato per me fondamentale. In Fight for Life abbiamo anche modo di conoscere e affezionarci a nuovi personaggi (Ambrose solo per dirne uno). Ma ho apprezzato anche il fatto che Rosa ci abbia regalato una storia d'amore con uno scenario post-apocalittico equilibrando il tutto, senza darci troppo dell'uno o dell'altro. 
Vi consiglio di leggerlo, sopratutto se amate il genere, se amate le storie con gli zombie e quelle che ti tengono dolcemente con l'ansia perpetua. 

 
SEMPLICEMENTE BELLISSIMO


  
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LA SERIE DI DIE LOVE RISE
uppix uppix
1. Die Love Rise (autoconclusivo)
1.5 Dare to Love (novella spin-off)
2. Fight for Life (autoconclusivo)

LEGGI IL PRIMO CAPITOLO
12 Aprile 2090 – Cincinnati, Ohio.
«Andiamo, muovitiii…»Ciò che stavo facendo era di fondamentale importanza. Cascasse il mondo, dovevo riuscire a inviare il messaggio. In teoria di trattava di un’operazione semplice, eppure tante cose potevano andare storte. Con la sfortuna che mi ritrovavo, la connessione online sarebbe saltata prima che il video fosse caricato completamente o che il contenuto arrivasse a destinazione. O peggio ancora, potevo essere beccata da un momento all’altro.
Con il ginocchio destro che saltellava nervosamente su e giù, aspettavo che la barra verde che indicava il caricamento dell’allegato terminasse di riempirsi, mentre pregavo che filasse tutto liscio. Gocce di sudore colavano lungo il collo, ed era colpa dell’ansia che mi attanagliava se mi tremavano i denti, non dell’aria gelata che mi soffiava sulla pelle.
Controllai l’ora. Mi trovavo nell’unica sala computer dell’edificio da soli tre minuti. Troppo pochi per connettere il tablet olografico alla rete, scrivere il messaggio con le coordinate, caricare il video che avevo preparato settimane fa, inviarlo e cancellare le mie tracce. Purtroppo, questa era l’unica chance che avevo e se non ce la facevo oggi, non pensavo avrei avuto una seconda possibilità da sfruttare tanto presto.
Solo quel pomeriggio infatti ero riuscita a recuperare il pass per poter accedere alla sala server, quello di Johnny McKee, che per puro caso – e con caso intendevo una confezione di collirio versata nel suo caffè mattutino – si trovava in infermeria piegato in due per colpa di una brutta indigestione. Era bastato ispezionare la sua giacca, con la complicità di Noah ovviamente, per rubare la sua tessera.
Uno scricchiolio diverso dal tipico ronzare dei computer mi fece sobbalzare nella mia stessa pelle. Accidenti. 
Ti prego, fa’ che non sia lui.
Grazie al cielo l’upload dei dati terminò prima che mi venisse un infarto, così riuscii a spedire l’equivalente digitale di un s.o.s. in bottiglia nella vastità del web. Eddie era un genio, aveva un sacco di interessi e mi aveva insegnato un paio di trucchetti base da aspirante hacker che, chi l’avrebbe mai detto, mi erano tornati utilissimi, permettendomi di inviare il mio video messaggio ovunque. Qualsiasi cavolo di dispositivo collegato online lo avrebbe ricevuto.
Una volta finito, disconnessi il tablet dal computer che stavo utilizzando senza averne l’autorizzazione, lo ridussi a una barretta della dimensione di uno snack e lo nascosi nella tasca dei pantaloni. Cancellai ogni traccia del mio passaggio e un minuto dopo ero fuori dalla sala – debitamente chiusa a chiave – a passeggiare nel corridoio per fortuna deserto come se non avessi un solo problema al mondo.
Avrei pure continuato a far finta che fosse la verità, se non fossi incappata in colui che non volevo incontrare.
«Guarda guarda chi abbiamo qui. La piccola Natalia.»
Gavin Tursten si avvicinò con un sorrisino allegro stampato in faccia. Come tutti gli abitanti del complesso, indossava una maglietta a maniche corte e dei pantaloni neri che ne esaltavano il fisico longilineo e muscoloso, il suo vanto maggiore oltre all’amatissimo ciuffo di capelli neri tenuto all’insù. Alla cintura portava appese due pistole semiautomatiche e un manganello elettronico, oggetti che, a differenza dei vestiti, non tutti possedevamo purtroppo.
«Tursten.» Lo salutai solo perché dovevo. Feci per oltrepassarlo, ma per mia sfortuna lui si spostò di lato, bloccandomi il passaggio. Merda.
Mi sforzai di restare calma. Se avesse scoperto cosa aveva appena combinato, me l’avrebbe fatta pagare cara, non avevo dubbi. Dietro la falsa educazione e l’atteggiamento spavaldo di chi sa di essere in cima alla catena di comando, Gavin Tursten era una iena spietata e crudele. Se gli lasciavo anche solo intuire che riusciva a intimorirmi (e per quanto avessi voluto negarlo, ci riusciva eccome), ne avrebbe approfittato alla grande e io non potevo permettermi di soccombere. La vita era troppo breve per lasciarsi comandare a bacchetta da un bulletto troppo cresciuto, e comunque, nel nostro mondo esistevano pericoli peggiori di lui.
«Ehi, ehi, quanta fretta! Perchè non resti a farmi compagnia?»
«Mi spiace» risposi con il tono più compassato che mi riusciva di fare. «Noah mi sta aspettando, devo dargli una mano per l’inventario e sono già in ritardo.»
«Sempre dovere e mai piacere, eh. Che peccato» replicò Tursten sembrando dispiaciuto. Quasi dispiaciuto. Si accostò un altro po’ – il concetto di spazio privato non esisteva per lui – tanto che la punta del suo naso arrivò a un soffio dalla mia guancia. Con la coda dell’occhio vidi che si leccava le labbra e un brivido di paura mi fece irrigidire.
Sapevo di piacergli. No, piacergli non era la parola giusta: lui mi voleva. Desiderava possedermi come si possiede un oggetto, come l’ennesimo simbolo di uno status quo all’interno della nostra piccola comunità che solo per lui contava veramente qualcosa. Gavin era consapevole di non potermi avere, non nello stesso modo in cui aveva avuto Pam e le altre che erano passate nel suo letto, più o meno volontariamente, e ciò lo infastidiva parecchio. Ma finché lui e tutti gli altri pensavano che stessi con Noah, che reggeva il gioco per proteggermi, sarebbe andato tutto bene. Almeno speravo.
E se quel cavolo di messaggio fosse arrivato dove doveva arrivare, ero sicura che non saremmo rimasti in questa claustrofobica prigione ancora a lungo, così non avrei più dovuto preoccuparmi di Gavin e delle sue occhiate viscide.
«Magari la prossima volta, che ne dici?» continuò lui, data la mia mancanza di reazioni. «Non riusciamo mai a passare un po’ di tempo soli io e te…»
Neanche morta. Preferivo mille volte andare a cena con un mutante, piuttosto che trascorrere di mia spontanea volontà del tempo con Gavin.
Non diedi una vera risposta alla sua proposta. «Devo andare.» I suoi occhi neri, che avrebbero potuto essere belli se non fosse stato per quella scintilla di crudeltà a malapena celata, mi percorsero avidi e indecenti, soffermandosi con insistenza sul mio seno. «Noah mi aspetta» ripetei, respirando piano, nel timore che potesse notare il cordoncino che portavo al collo al momento nascosto sotto la camicia.
«Quello stupido secchione» commentò Gavin con un mezzo ghigno cattivo. «Prima o poi ti deciderai a stare con un vero uomo. E ti piacerà così tanto che non potrai farne più a meno.» 
Repressi un conato di vomito. «Stai insinuando che Noah non lo è?» replicai, sbagliando. Accidentaccio a me, perché gli stavo dando corda?
La mia reazione sembrò divertirlo. «Piccola», mormorò mentre con l’indice spostava una ciocca dei miei capelli sfuggita all’elastico, «sappiamo tutt’e due che non è un vero uomo uno a cui piace succhiare il cazzo.»
Odiavo che mi chiamasse piccola, che fosse un omofobo di merda e uno stronzo arrogante. Ma più di tutto, odiavo che mi toccasse.
E pareva che Gavin sapesse che lo detestavo, ma evidentemente non gliene importava un cazzo.
«Quando sarai pronta per farti scopare come si deve, bussa alla mia porta.» Mi fece l’occhiolino e, senza aspettare una risposta, si mise da parte per lasciarmi passare. 
Finalmente potei tornare a respirare. Purtroppo non andai molto lontano che Tursten mi fermò di nuovo. 
«Natalia?»
Mi voltai a guardarlo, restando in silenzio. Cos’altro voleva ancora?
«Per quanto mi piaccia vedere il tuo bel culetto, non voglio più beccarti a gironzolare in quest’ala. È un’area riservata, e lo sai benissimo. Potrei non essere gentile, la prossima volta.» Passò con lentezza il palmo sulla cintura, a ricordarmi che solo uno tra noi due era armato e privo di scrupoli. «Mi hai capito bene, piccola?»
Annuii una sola volta. Feci un passo indietro, poi un altro e infine mi voltai per andarmene. Il peso del suo sguardo dietro la schiena indugiò anche quando ormai ero più che certa che Gavin non mi stesse guardando. 
Camminai piano fino a quando non fui fuori dall’area server, poi salii spedita al piano dove si trovavano le camere. Sarei dovuta passare prima in infermeria da Noah, per rimettere a posto il tesserino di McKee, ma dovevo ricompormi e potevo farlo solo una volta chiusa a chiave nella sicurezza della nostra stanza.
Ora che non c’era più l’adrenalina a sostenermi, crollai. La calma che avevo indossato come una maschera si lacerò di netto, la tensione di quella situazione impossibile esplose e io caddi sul pavimento rivestito da una moquette spessa e scura. Mi stesi di schiena, con un palmo aperto sul petto. Cominciai ad ansimare forte intanto che copiose lacrime mi offuscavano la vista, prima di colare giù verso le tempie, bagnandomi i capelli.
Inviando quel messaggio d’aiuto avevo disobbedito agli ordini diretti di Tursten, e non dubitavo neanche per un istante che l’avermi beccata dove non dovevo essere l’avesse insospettito. Ma d’altronde, pur sapendo che rischiavo grosso, l’avrei fatto di nuovo. Ancora e ancora.
Non dovevo temere Gavin, ricordai a me stessa mentre incameravo grandi boccate d’ossigeno, e sì che avevo paura di tante cose.
Avevo paura dei mostri là fuori che avevano spazzato via la civiltà umana.
Avevo paura di stare male. Avevo paura di non riuscire più a respirare normalmente.
Ma più di tutto, avevo paura di morire come un topo chiuso in gabbia senza che potessi fare nulla per salvarmi, circondata da persone che disprezzavano me e la mia famiglia.


ASCOLTA LA PLAYLIST



BIOGRAFIA AUTRICE: Rosa Campanile è una ragazza come tante. Ama follemente la sua famiglia e i suoi due gatti, adora la buona cucina e preparare dolci per le persone che ama. La sua grande passione è la lettura e nel 2014 ha fondato il lit-blog Briciole di Parole, dove parla dei molti libri letti e dei tanti altri che le allungano la wish list. Nel 2016 ha esordito come autrice self con il romance post-apocalittico Die Love Rise, a cui ha fatto seguito la novella Dare to love e il romanzo Fight for life. Senza fare rumore invece, è il primo volume stand-alone della serie contemporary romance Sweet Surrender, di cui sono previsti altri due romanzi in arrivo per il 2018.

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6 commenti:

  1. Grazie, tresor :* Con le tue recensione centri sempre il punto. Sono contentissima che ti sia piaciuto <3
    Per il resto... ci penserò su ;)

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    1. Di nulla, Rosellì ^-* Ma non ci pensare troppo! Fallo e basta!

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  2. ho appena letto (e adorato) il primo libro, non vedo l'ora di tuffarmi di nuovo in questo mondo. Adoro lo stile di Rosa

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    1. Anch'io lo adoro. Vedrai che ti piacerà anche questo *-*

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  3. Penso proprio che lo leggerò :))

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